UN PONTE TRA I MONDI


Siamo in guerra. Che le masse ne siano consapevoli o meno, siamo in guerra.

Questo è il primo punto da cui partire per cominciare a sganciarci da questo infame sistema che crea guerre, malattie, virus e ogni tipo di diavoleria per distruggere tutto ciò che è umano e naturale.

Ma noi non vogliamo fare la guerra, giusto? Non siamo violenti, non abbiamo le caratteristiche dei nostri nemici, che non provano rimorsi per il male che fanno. Loro non hanno una delle più grandi virtù dell’uomo degno di questo nome: l’empatia. Non possiamo combattere con le loro armi perché avremmo già perso in partenza, perche siamo diversi.

Il nostro nemico sappiamo essere una piccola percentuale di questo pianeta che oramai possiede tutto: politica, economia, denaro, informazione, energia, cure e ogni altra cosa direttamente connessa alla nostra vita sociale. Hanno costruito una Matrice così potente da essere riusciti ad intrappolare miliardi di persone che ancora si fidano di loro. Eppure tutto va sempre peggio, il mondo umano che abbiamo costruito attraverso nobili sentimenti si sta sgretolando ogni giorno di più. Siamo in piena pazzia delirante.

Anche quelli che hanno veramente capito e si battono per la salvezza di tutto il genere umano sono una minoranza. Due minoranze giunte ad un bivio. L’una porta avanti un sogno millenario di sottomissione globale, mentre l’altra sta cercando di difendersi e di togliere dall’ipnosi quante più persone possibile. La prima è perfettamente organizzata in ogni sua mossa, mentre la seconda annaspa in un mare di problemi sempre più opprimenti e difficilmente risolvibili. Ed è proprio questo il punto: la mancanza di organizzazione.

Tra le persone che desiderano un cambiamento vero, umano e sincero, c’è una disorganizzazione totale. Sono state create migliaia di chat ognuna delle quali è piena zeppa di messaggi. Ciò non porta a nulla: confusione al caos già esistente. Un mare di energia sprecata per arrivare al nulla. Chat a cui partecipano solo persone consapevoli. Dall’altra parte, invece, le loro energie sono utilizzate e impiegate per creare, giorno dopo giorno e in maniera maniacale il mondo malvagio che desiderano. E’ questa la principale differenza tra la loro organizzazione e la nostra. Ed è questo elemento che fa la differenza. Non basta essere creatori: ci vuole organizzazione. Non basta ergere scudi per pararsi dai loro colpi: si deve anche creare e partecipare. Loro lo sanno, loro temono la nostra forza, la nostra determinazione. Sanno che siamo spinti da un sentimento migliaia di volte più potente del loro. Ma lo utilizziamo male.

Ricevo continuamente messaggi e telefonate di gente disperata. Di insegnanti e di famiglie che non sanno come e cosa fare per evitare i ricatti criminali per il ritorno a scuola in presenza. Ricevo chiamate di imprenditori disperati, prossime vittime dei fallimenti. Nel mentre arrivano nuovi problemi, entriamo nel caos più totale. Non sappiamo cosa fare e cerchiamo aiuto senza sapere di chi ci possiamo fidare. E in questo, purtroppo, ci sono anche santoni di turno che se ne approfittano. Se non ci mettiamo veramente in moto seguendo la giusta via, le cose continueranno a peggiorare e loro continueranno a creare morte e disperazione. Non c’è ancora molto tempo.

Da un lato dobbiamo ergere scudi forti compatti e partecipativi contro gli attacchi che subiamo, ma nel contempo abbiamo il dovere e il potere di disegnare nuovi orizzonti che sappiamo bene quali scopi devono raggiungere. Per fare questo abbiamo bisogno di punti di riferimento solidi, responsabili e coerenti.

Personalmente una idea già ce l’avrei: unire tante forze già schierate in un unico contenitore di riferimento dal quale attingere soluzioni in difesa e in creazione. E saprei già quale. Al di là che ne siamo coscienti o meno, un nuovo paradigma è già decollato.

Ci sono medici che rispettano il giuramento di Ippocrate che sono già in campo, che si sono schierati contro l’infame sistema sanitario globale.

Ci sono già tantissime cure alternative ai criminali protocolli di Big Pharma che possono già essere praticate

Ci sono avvocati degni di questo nome che stanno sviluppando soluzioni anti dittatoriali.

Ci sono persone libere che stanno facendo una sana e corretta informazione.

Ci sono persone che sanno indicare percorsi di autodeterminazione sviluppati su più livelli.

In definitiva c’è già un nuovo paradigma in decollo che ha solamente bisogno di organizzazione.


Non ci interessano i numeri, ci interessano le alternative in cui ciascuno è libero di partecipare e di aderire. Coloro che ritengono di far parte di un sistema che tiene a loro e che si batte per i loro diritti, la loro economia e la loro salute, hanno già quello in cui credono. Noi ce lo dobbiamo costruire in piena libertà, senza fare guerra a nessuno.


Immaginate un portale in cui sono contenute soluzioni e alternative in base al problema da risolvere.

Un portale strutturato per aree geografiche.

Se, per esempio, ho la febbre e non voglio andare nei mattatoi che chiamano ospedali, entro nel portale e cerco chi fa terapia domiciliare vicino a casa mia. Mi segno le persone, le contatto e risolvo in 5 minuti il problema. Ho il problema che ai miei figli non gli voglio iniettare il siero dell’apocalisse: entro nel portale, cerco le famiglie e gli insegnanti che vogliono creare una alternativa locale e ci si trova per mettersi d’accordo. Questa si chiama organizzazione, e ci evita lo stress di passare giornate a seguire chat disordinate e inconcludenti.





Il giorno 18 e 19 Settembre si terrà un evento straordinario al quale sarò presente in qualità di relatore. Parlerò, in qualità di economista indipendente, di economia e della soluzione Proitaly, soluzione già praticabile che ha richiesto 4 anni di lunghi preparativi.


Vorrei, davvero con tutto il cuore, che questo evento possa rappresentare la rampa di lancio in cui tante forze si uniscono e si organizzano tra loro per dare a tutti soluzioni tempestive, praticabili e risolutive.


Siamo creatori, teniamolo sempre a mente.

Buon Ferragosto a tutti.


https://liberisinasce.it/

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