COME SOPRAVVIVERE ALLA DITTATURA FINANZIARIA DELLE BANCHE E DELLE MULTINAZIONALI


In questo articolo si espongono le principali problematiche che affliggono la maggior parte dei produttori agricoli. Intanto è bene specificare che esistono due tipi di economie: quella delle Multinazionali, che propongono prodotti inquinati sfruttando il basso costo della manodopera, e quella dei produttori locali che producono prodotti etici.

La differenza tra i due tipi di economia, è che i primi sono perfettamente organizzati sia nella produzione che nella distribuzione., mentre i secondi hanno sempre più spesso problemi a piazzare la loro produzione.

Questo è sicuramente l’aspetto più penalizzante per i produttori locali. Ed è proprio per questo motivo che i produttori locali, pur di piazzare lo loro produzione, sono costretti a subire le imposizioni della grande distribuzione e vendere ad essi i prodotti a prezzi oramai talmente bassi da non garantire la copertura dei costi. La grande distribuzione già riesce a reperire prodotti a basso costo dal mercato estero, per cui il produttore italiano o si adegua a quei prezzi o è fuori mercato.

In sostanza la grande distribuzione è quella che riesce ad ottenere un margine altissimo calcolabile tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita al consumatore finale. Per esempio, comprare una partita di frutta a 20 centesimi al Kg dal produttore e rivenderlo a 2 Euro al Kg al consumatore finale. In tutto questo processo la penalizzazione maggiore la subisce proprio il produttore che diventa oggetto di sfruttamento.

Quali possono essere i rimedi?

La prima cosa è creare una unione tra produttori locali, cioè agire tutti uniti contro il problema creato dalla grande distribuzione, o multinazionale. Unirsi, significa creare insieme dei punti vendita locali, in cooperativa o consorzio, in cui le persone possono fare spesa di tutti i prodotti locali etici a prezzi più che convenienti. Ovviamente più produttori vi partecipano, tanto più i costi di apertura e di gestione sono irrisori per ciascun produttore.

Praticamente viene tolto di mezzo tutto il margine di guadagno che si prende la grande distribuzione, potendo così contare su margini molto più ampi e su prezzi al pubblico più convenienti rispetto alla grande distribuzione. E’ solo una questione di unione e aggregazione. Chi non verrebbe a comprare in un negozio dove si trovano prodotti locali etici a prezzi inferiori dei classici ipermercati?

La cosa poi geniale è associare a questa opportunità una moneta complementare data ai consumatori i quali la possono spendere presso questi negozi locali. Chi riceve moneta complementare gratuitamente, dove andrà a spenderla? Certo, nei negozi dove l’accettano. Con un esempio funziona così.

I prodotti locali, all’interno dei negozi gestiti dai produttori locali, vengono pagati in Euro più o meno allo stesso prezzo che li vende l’ipermercato. Ma chi ha moneta complementare, e saranno praticamente tutti i clienti, la pagano la metà. Cioè metà in Euro e metà in moneta complementare.

Riprendiamo l’esempio iniziale. Prima per un Kg di frutta il produttore riceveva 20 centesimi. Ora nei negozi autogestiti, ne riceve 2 (come all’ipermercato), ma dà la possibilità al cliente di spenderne 1 in Euro e 1 in moneta complementare. Ricevendo 1 Euro ha già moltiplicato per 5 il proprio margine di guadagno. Ma non è tutto. La parte incassata in moneta complementare è possibile spenderla all’interno del circuito per ogni altro tipo di acquisto o prestazione. La moneta complementare viene così ad assumere il ruolo di collante tra il negozio dei produttori locali e i consumatori. Una vittoria assicurata che non richiederà mai più la necessità di ricorrere a costose metodologie di vendita online tipo e-commerce.

Ma non è finita….e qui viene il bello. Facendo circolare alte percentuali di moneta complementare a discapito dell’Euro si riduce enormemente l’imponibile fiscale senza rinunciare al potere di acquisto. E non solo, si azzera la necessità di ricorrere a posizioni debitorie per far fronte a problematiche di impresa. Praticamente avviene anche una progressiva sostituzione della moneta creata a debito (con drammatiche conseguenze sociali) con una creata e distribuita in forma solidale senza debito all’atto della sua emissione.

Solo ed esclusivamente enormi vantaggi per tutti.

Qual è il bello di tutta questa fiaba?



Che esiste già una piattaforma perfettamente funzionante per lo scambio di moneta complementare creata con tutti i più moderni sistemi di pagamento. Un lavoro di molti anni che ha visto la luce da pochissimi mesi.

Qui il link: www.proitaly.org

E’ tutta e solamente una questione di unione e organizzazione. Il resto è stare isolati e subire lo sfruttamento in silenzio e senza via d’uscita.


Pierangelo Spazzoli

Economista Indipendente

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